La DOP sull’Oliva di Gaeta è oramai imminente. Dopo aver concordato definitivamente sulla tipologia di denominazione di origine, anche sulla base degli ultimi orientamenti manifestati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il 10 dicembre si è costituito il Consorzio per la Tutela e la Promozione dell’Oliva di Gaeta DOP, al quale hanno aderito, in qualità di soci fondatori, alcune delle aziende laziali più rappresentative nel settore delle olive da mensa, come Romeo Ficacci S.r.l. di Castel Madama, l’Azienda Agricola Alfredo Cetrone di Sonnino, la Soc. Coop. Unagri arl di Itri, le Aziende Agricole Valle d’Itri e D’Urso Flaminio di Itri e l’Azienda Agricola Gli Archi S.r.l. di Formia. Estrema soddisfazione è stata espressa dal dottor Maurizio Simeone (Azienda Agricola Gli Archi) e da Domenico Franchi (Unagri), rispettivamente Presidente e Vice Presidente del CdA del nuovo Consorzio di tutela, i quali hanno evidenziato che ora potrà essere completata, presso il MIPAAF, la procedura di trasmissione a Bruxelles della proposta di Disciplinare già approvato a Latina nella audizione pubblica del 2005. La materia prima dell’Oliva di Gaeta è il prodotto fresco derivante dagli ulivi della Cultivar Itrana, il cui areale di produzione si estende sulle tre province laziali di Roma, Latina e Frosinone, oltre a comprendere i comuni contigui campani di Cellole e di Sessa Aurunca. A breve saranno aperte le adesioni degli operatori economici appartenenti alla filiera di questo peculiare prodotto tipico laziale e distinti dalla normativa vigente nelle due categorie degli agricoltori e delle imprese di trasformazione. Previste la tutela transitoria, che consentirà l’utilizzo della denominazione d’origine già dopo l’invio a Bruxelles del Disciplinare, e la proroga di 5 anni che consentirà l’utilizzo del nome Oliva di Gaeta anche agli operatori economici che trasformano il prodotto fresco all’esterno dell’areale di produzione riconosciuto.